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Visualizzazione dei post con l'etichetta CAREGIVING

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EMOZIONI SENTINELLA NEL CAREGIVING - 2a parte

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Per esperienza so che alcuni suggerimenti sulla gestione ed il superamento di   solitudine , tristezza, rabbia, risentimento, senso di colpa potranno sembrare banali o forse un po’ troppo new age ….Ma è anche vero che   trovo importante dirsi alcune cose: Le emozioni negative circolanti nel caregiving hanno   a che vedere con ciò che è vivo e con il sentimento d’affetto che proviamo per il nostro caro e per noi stessi. Le emozioni negative   hanno un ruolo sentinella che è importante imparare ad osservare ; ci parlano dei nostri bisogni e della nostra vulnerabilità .  Come si può dunque agire? Chiediamo aiuto a chi ci circonda. Confrontiamoci con il medico di base   su eventuali opportunità di sollievo/aiuto   a disposizione nella nostra Regione.   Confrontiamoci con altri caregiver nelle strutture di volontariato o   nei gruppi social ; quello che accade a noi sta accadendo o è accaduto ad altri c...

EMOZIONI SENTINELLA NEL CAREGIVING - 1a parte

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In quanto caregiver, seppur di 2° livello, ho avuto bisogno in alcuni momenti di confrontarmi con altri caregiver condividendo momenti difficili, dubbi, informazioni utili.   I social media rappresentano un’efficace piattaforma per la costituzione di gruppi   AMA ( auto mutuoaiuto) che seppur virtuali facilitano una connessione empatica in taluni momenti salvifica. Ho avuto modo dunque  di constatare come il caregiver provi in modo piuttosto sistematico   alcune emozioni la cui gestione   diventa   strategica   per il caregiver e per la relazione con il familiare assistito. L'elenco non è certo esaustivo ma le emozioni di cui parlo  mi appaiono come le più frequenti e forse le più amare. 1) Risentimento:  il caregiver impegnato per lungo tempo e per molte ore al giorno nei carichi di cura prova spesso un sentimento di rivalsa e rancore causato dalla sensazione di essere ingiustamente lasciato solo ad affrontare la tempesta. Il ranc...

Caregiving : le parole per dirlo ( al capo)

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Come parlarne al proprio capo Il caregiving, se non affrontato in una logica di condivisione dello status e di riconsiderazione di tempi, spazi e obiettivi di lavoro, può facilmente condurre a pesante perdita di ben-essere psico/fisico. Il tunnel della doppia (  e anche tripla o quadrupla ) lealtà è quello stato di disagio e stress in cui ci si ritrova quando si vuole essere al massimo come caregiver, come madre o padre, come moglie o marito, come professionista.  Ci sono periodi della vita in cui è opportuno rinegoziare , in primo luogo con noi stessi , traguardi e priorità. Se c'è una parte di noi che ambisce alla massima efficienza  lavorativa ma c'è un'altra parte di noi che desidera prendersi cura della propria madre o del proprio padre è giunto il momento, da soli o con il supporto di un professionista, di sedersi e trovare una sintesi che tenga conto di entrambi i bisogni. In questo modo saremo anche in grado di condividere con il nostro capo preoccup...

Impatto del caregiving nel contesto professionale; empatia (e leadership) in concreto

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Caregiving e danza giraffa

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..........Ricordare che il caregiver familiare è marito, moglie, figlio, sorella o fratello , facilita la comprensione del fatto che non ci si dia magari il permesso di dichiarare a voce alta la propria stanchezza, la necessità di spazi di solitudine, il bisogno di leggerezza e divertimento, la tristezza per progetti non realizzati, la frustrazione per scelte vissute talvolta come forzate e rinunce ripetute. Lo si fa magari in momenti di ansia e rabbia, oppure dentro di sé, lasciando poi spazio a sensi di colpa silenziosi, seppur potenti e laceranti. La danza giraffa comincia proprio dall'accoglimento non colpevole dei propri sentimenti e dei propri bisogni...... Valeria

CAREGIVING ..un territorio per giraffe ( e sciacalli)

La cnv È una forma di comunicazione orientata a riconoscere i sentimenti e i bisogni che influenzano il comportamento delle persone. Usare la CNV significa spostare il piano della comunicazione da quello della vergogna e della colpa a quello dell'espressione di sentimenti e bisogni. Ma veniamo al caregiving e alla relazione tra caregiving e CNV . Chiaramente dal mio punto di vista.   Il termine anglosassone “ caregiver “, è entrato ormai stabilmente nell’uso comune e  indica “colui che si prende cura” e si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile. Secondo i dati stimati dall’Istat i caregiver  sono più di 9 milioni, per il 90% si tratta di donne;  caregiver familiari,  parenti, conviventi, persone amiche che in maniera volontaria e non remunerativa si occupano dei problemi sociali e sanitari delle persone in condizioni di non autosufficienza.  Si diventa caregiver per caso e neces...