L'intenzione della comunicazione empatica o non violenta è quella di creare un rapporto di qualità e quindi uno stato di benessere in sè stessi e negli altri facilitando la conservazione di un clima relazionale maggiormente positivo . La comunicazione empatica , o consapevole, ci aiuta a collegare a ciò che è vivo in noi stessi e nei nostri interlocutori momento per momento; a mettere la nostra attenzione su ciò che rende la nostra vita e quella degli altri più bella in accordo con i nostri bisogni e la nostra energia vitale. In situazioni di disaccordo il processo di comunicazione elaborato da Rosenberg ( che Marshall Rosenberg ha chiamato Linguaggio Giraffa) ci sostiene nel mantenere il dialogo e cercare insieme una soluzione creativa; ci invita a porre la nostra attenzione su : - Ciò che vediamo ( con i nostri occh , con le nostre orecchie… ) - Ciò che sentiamo ( le nostre emozioni “ sentinella”) - Le nostre...
In taluni casi è necessario integrare la CNV nelle organizzazioni in modo soft. Può infatti capitare che l'approccio nonviolento o empatico di Marshall B. Rosenberg venga associato ad una idea di "vulnerabilità"che pare non essere per nulla adeguata ad alcuni contesti lavorativi. L'ideale è dunque far sperimentare la CNV all'interno di cornici metodologiche presumibilmente più confortevoli , approfondendo l'approccio per mezzo di aggiustamenti graduali. Nel corso di una giornata di training dedicata ad addetti al contact center di una società di servizi, ho proprio per questo motivo inserito l'approccio CNV di Marshall B. Rosenberg.all'interno del metodo della"gestione del problema e del conflitto senza perdenti"( vedi schema). Ciò ha reso possibile una riflessione sulle potenzialità di un "allargamento empatico" dello sguardo su uno " spazio soluzione" che ricomprenda sentimenti ...
Le riunioni del vostro team sono momenti costruttivi ed emotivamente rilassati o momenti poco produttivi e talvolta snervanti o frustranti? Troppe o troppo poche? Territorio di scontro o di co-creazione? Un interessante scambio di opinioni in un gruppo di lavoro, mi invita a condividere alcune riflessioni sul tema del valore della facilitazione nella conduzione delle riunioni. Lucilla Borio* , ci propone di rispondere ad alcune domande. Lo scopo è quello di fare il punto sull'efficacia dei momenti di incontro nei nostri gruppi. Pronti? Le riunioni spesso iniziano e terminano in ritardo rispetto all’ora di convocazione L’Ordine del Giorno non viene comunicato prima della riunione, e durante la riunione non è visibile E’ difficile contribuire all’Ordine del Giorno con proposte e idee personali Ad ogni argomento non viene assegnato un tempo specifico In riunione ci sono alcune persone che parlano molto e altre che non parlano affatto Ci sono prevaricazioni e spesso non vi...
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